Ven. Gen 16th, 2026

Uno sguardo dal basso sul primo FantHome Fest

fanthome fest

Nel dicembre 2025 ho aiutato Marco Fanton a organizzare il primo FantHome Fest.
Una giornata densa, fatta di incontri, clinic, preparazione e — alla fine — una jam con una fila di chitarristi bravissimi, tutti insieme sul palco, ognuno con un linguaggio forte e riconoscibile.

È stato un contesto musicale aperto, vivo, in movimento. Estremamente formativo, oltre che piacevole.

Una jam di questo tipo non segue mai davvero un copione. I brani hanno una forma iniziale, ma poi si trasformano. Gli assoli si allungano, le dinamiche cambiano, a volte perfino la tonalità viene decisa sul momento, in base a chi canta. È musica che chiede attenzione continua, e presenza.

In situazioni così, alcune funzioni diventano improvvisamente evidenti.
Non perché emergano, ma perché senza di loro tutto perderebbe coerenza.

Il basso è una di queste.

fanthome fest locandina

Non è il centro dell’attenzione, ma è uno dei punti in cui la musica si regge. Tiene insieme ritmo e armonia mentre intorno tutto si muove. Non decide la direzione da solo, ma la rende possibile. È un ruolo che richiede ascolto costante, adattamento, responsabilità.

Ed è curioso notare come questa funzione — così chiara in un contesto musicale — diventi quasi invisibile quando ci spostiamo in altri ambiti.

Nel lavoro, nei team, nei progetti creativi, siamo abituati a valorizzare chi emerge, chi prende spazio, chi parla di più. Meno spesso riconosciamo chi tiene insieme, chi garantisce continuità, chi lavora perché le cose non si rompano mentre cambiano.

Durante quella jam, più che “fare”, la sensazione era di stare.
Stare dentro la musica. Dentro il flusso. Dentro una complessità che non puoi governare, ma solo accompagnare con attenzione.

È una postura che può non dare applausi immediati…
…ma se viene meno, se ne accorgono tutti.

Forse è per questo che oggi è così difficile da trovare anche altrove. Viviamo in un tempo che premia l’esposizione continua, la performance costante, la visibilità come misura del valore. Eppure, molte delle cose che funzionano davvero — nelle organizzazioni, nei gruppi, nelle relazioni — lo fanno grazie a presenze meno appariscenti, ma più affidabili.

Uno sguardo dal basso non è uno sguardo rinunciatario: è uno sguardo che privilegia la tenuta alla brillantezza, la direzione al rumore, la continuità al colpo d’effetto.

Il primo FantHome Fest è stato, per me, un promemoria silenzioso del fatto che non tutto ciò che conta deve essere sotto ai riflettori. Alcune cose richiedono semplicemente presenza, che paradossalmente si manifesta quando smetti di voler emergere. Imparare a riconoscere queste cose — e a incarnarle quando serve — è forse una delle competenze più trasversali che possiamo coltivare oggi.

DiFabio Testa

Suono, insegno e creo contenuti... sempre dal Basso. Ho fondato BassCommunity™, un progetto editoriale che nel tempo è diventato una casa digitale fatta di didattica, interviste e divulgazione, punto di riferimento per chi ama il basso in Italia (e non solo). Con Il Mondo dal Basso™ porto avanti progetti che intrecciano creatività, cultura, musica e comunicazione, convinto che quattro corde bastino per aprire mondi interi.