{"id":4040,"date":"2026-10-21T09:33:09","date_gmt":"2026-10-21T09:33:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/?p=4040"},"modified":"2026-10-21T09:33:10","modified_gmt":"2026-10-21T09:33:10","slug":"tre-sul-palco-il-bassista-e-nudo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/2026\/10\/21\/tre-sul-palco-il-bassista-e-nudo\/","title":{"rendered":"Tre sul palco? Il bassista \u00e8 nudo!"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cosa cambia per un bassista quando la band \u00e8 un trio. Appunti dalla sala prove dei Vintage Riot.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La chitarra parte con l\u2019assolo, gli accordi lasciano spazio alle frasi e a sostenere l\u2019accompagnamento restano basso e batteria. Fino a un attimo prima il nostro giro sembrava funzionare benissimo\u2026 d\u2019un tratto sentiamo il vuoto siderale e ci chiediamo se la band regger\u00e0 anche cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi ha suonato in trio probabilmente conosce questa sensazione. Senza una tastiera o una seconda chitarra, il basso ha molto spazio a disposizione e ogni intervento diventa pi\u00f9 evidente. Anche quelli che avremmo preferito far passare inosservati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un bassista \u00e8 una formazione particolarmente gratificante, ma richiede attenzione. Pi\u00f9 spazio pu\u00f2 invogliare a fare pi\u00f9 cose, anche se non sempre \u00e8 quello che serve al pezzo. La responsabilit\u00e0, poi, \u00e8 condivisa: l\u2019equilibrio dipende da tutti e tre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Basta mettere uno accanto all\u2019altro Cream e Police. Stessa formazione di base: Jack Bruce, Clapton e Baker da una parte, Sting, Summers e Copeland dall\u2019altra. Due idee di band lontanissime, entrambe capaci di farci dimenticare che sul palco ci sono soltanto tre musicisti. \u00c8 anche questo il bello del trio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il suono: grosso s\u00ec, ma intelligibile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima tentazione \u00e8 cercare un basso gigantesco. Pi\u00f9 basse, pi\u00f9 volume, magari un po\u2019 di saturazione. Da soli \u00e8 una bella soddisfazione; poi entrano gli altri e pu\u00f2 capitare che tutto diventi confuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rapporto con la cassa, i piatti e la chitarra cambia parecchio la percezione del nostro suono. C\u2019\u00e8 anche il problema opposto: un basso troppo sottile pu\u00f2 non dare abbastanza sostegno quando la chitarra lascia l\u2019accompagnamento. L\u2019equilibrio fra corpo, attacco e definizione si trova un po\u2019 alla volta, ascoltandosi insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra i miei riferimenti c\u2019\u00e8 Tommy Shannon con Stevie Ray Vaughan e i Double Trouble. Ho sempre amato quella presenza cos\u00ec solida, anche quando la linea \u00e8 essenziale. La continuit\u00e0 del groove, la durata delle note e l\u2019incastro con la batteria contribuiscono moltissimo al risultato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Police offrono altri spunti, soprattutto per l\u2019uso degli spazi: in certi passaggi le pause partecipano al groove quanto le note. E poi c\u2019\u00e8 il John Mayer Trio, con Pino Palladino e Steve Jordan, un altro ascolto a cui torno spesso. Tre personalit\u00e0 fortissime, con un dialogo fra gli strumenti che continua a sorprendermi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda lo strumento, nel rock blues mi trovo bene con sonorit\u00e0 vicine al Precision o al Jazz Bass, ma dipende da quello che si cerca con la propria band. Ascoltare come si incontrano i suoni pu\u00f2 gi\u00e0 suggerire molto, prima ancora di intervenire sull\u2019equalizzatore o pensare a un altro pedale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il pezzo non \u00e8 quello del disco<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Portare in trio un brano pensato per quattro, cinque o pi\u00f9 persone apre inevitabilmente qualche questione di arrangiamento. Nell\u2019originale possono esserci tastiere, due chitarre, sovraincisioni. Anche conoscendo bene la propria parte, ci si pu\u00f2 ritrovare con un risultato diverso da quello immaginato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio \u00e8 <em>Maybe I\u2019m a Leo<\/em> dei Deep Purple. Certi riff caratterizzano cos\u00ec tanto il pezzo che viene naturale mantenerli. Durante l\u2019assolo, per\u00f2, l\u2019assenza della tastiera si avverte e cambia il rapporto fra gli strumenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcuni punti una linea di basso pi\u00f9 mobile pu\u00f2 aiutare a sottolineare i cambi di accordo. In altri funzionano meglio note pi\u00f9 lunghe, che danno continuit\u00e0 all\u2019accompagnamento. Sono possibilit\u00e0 da provare, anche perch\u00e9 una soluzione convincente da soli pu\u00f2 comportarsi diversamente con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019arrangiamento prende forma lavorando sulle tre parti. Pu\u00f2 essere un intervento della chitarra, una scelta della batteria o una modifica alla linea di basso a far funzionare un passaggio. Non \u00e8 detto che tocchi sempre a noi aggiungere qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stesso ragionamento riguarda le trascrizioni. Studiare la linea originale aiuta a capire il brano e le scelte di chi l\u2019ha suonato. Poi, alle prove, mi viene da chiedermi: funziona anche con noi tre? Riascoltarsi pu\u00f2 dare qualche risposta e suggerire dove mantenere, togliere o cambiare qualcosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cantare e suonare: l&#8217;incastro tra le parti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sting, Geddy Lee, Mark King ricoprono il ruolo di voce solista suonando il basso con una naturalezza impressionante. Noi proviamo ad aggiungere un semplice coro alla nostra linea e scopriamo che le due attivit\u00e0 non vanno per niente d\u2019accordo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La voce entra dove il basso non attacca, una sillaba si allunga mentre la mano deve cambiare nota, l\u2019attenzione va all\u2019intonazione e l\u2019accompagnamento perde un po\u2019 di sicurezza. Personalmente \u00e8 uno degli aspetti su cui sto riprendendo confidenza, e le prove me lo ricordano abbastanza chiaramente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un approccio che trovo utile \u00e8 studiare l\u2019incastro fra la parte vocale e quella di basso. Dopo averle imparate separatamente, unirle lentamente permette di capire dove gli attacchi coincidono e dove le due linee procedono per conto proprio. A volte basta lavorare su una battuta per sciogliere un passaggio che sembrava impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pu\u00f2 aiutare anche semplificare il basso. Una linea che funziona bene mentre accompagniamo soltanto pu\u00f2 diventare impegnativa quando entra la voce. Qualche nota in meno lascia un po\u2019 di attenzione al coro, senza necessariamente impoverire il risultato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un trio una seconda voce pu\u00f2 dare molto a un ritornello: forza, contrasto, un colore diverso. \u00c8 una parte dell\u2019arrangiamento a tutti gli effetti e vale la pena dedicarle un po\u2019 di studio, anche fuori dalla sala prove.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il basso che fa la seconda chitarra<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 un\u2019altra possibilit\u00e0 che trovo particolarmente divertente. Quando la chitarra mantiene l\u2019accompagnamento, il basso pu\u00f2 prendersi per qualche battuta un ruolo pi\u00f9 melodico: una risposta alla voce, una frase fra due sezioni, un piccolo intervento che nell\u2019originale apparteneva a un altro strumento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avere un po\u2019 di fraseggio a disposizione torna utile anche in queste situazioni. La scelta del registro, la durata delle note e il momento in cui interveniamo possono cambiare parecchio l\u2019effetto di una frase.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un caso concreto \u00e8 <em>Wild Horses<\/em> dei Rolling Stones. In alcuni passaggi, mentre la chitarra accompagna, alcune frasi del basso possono richiamare il ruolo di una seconda chitarra. \u00c8 una soluzione che sto provando con i Vintage Riot e che mi sta facendo rimettere mano a questo aspetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 facile farsi prendere la mano. Una frase pu\u00f2 aggiungere qualcosa, mentre qualche intervento di troppo rischia di affollare il passaggio. Anche qui riascoltarsi \u00e8 utile: mentre suoniamo non sempre abbiamo una percezione chiara dell\u2019insieme.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trovare un equilibrio<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mettendo in fila tutti questi aspetti, sembra quasi che al bassista tocchi sostenere, riempire, fraseggiare e cantare contemporaneamente. Per fortuna, nella pratica, le cose si distribuiscono fra i musicisti e fra i diversi momenti del brano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono passaggi in cui il basso pu\u00f2 essere pi\u00f9 presente e altri in cui una parte semplice funziona benissimo. Trovare quell\u2019equilibrio richiede qualche prova, un po\u2019 di ascolto e la disponibilit\u00e0 a rivedere anche una soluzione a cui ci eravamo affezionati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Registrarsi aiuta proprio in questo. Quello che mentre suonavamo sembrava indispensabile pu\u00f2 risultare di troppo; una linea essenziale, invece, pu\u00f2 rivelarsi pi\u00f9 efficace di quanto pensassimo. Sono piccole scoperte che rendono interessante il lavoro in sala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel video che accompagna questo articolo racconto questi aspetti partendo dalle prove con i <strong>Vintage Riot<\/strong>, trio rock blues con Fabrizio Dalla Bona alla voce e alla chitarra, Francesco Ciacciarelli alla batteria e il sottoscritto al basso e ai cori. \u00c8 un ritorno a una formazione che ho sempre amato, con il piacere di ritrovarla e qualche abitudine da rimettere a punto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se avete suonato in trio, mi piacerebbe leggere anche le vostre esperienze. Magari abbiamo affrontato le stesse difficolt\u00e0 e trovato soluzioni diverse.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Suonare il basso in trio (e fare i cori): pi\u00f9 spazio, ma pi\u00f9 responsabilit\u00e0\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/P60t9l--2Sc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa cambia per un bassista quando la band \u00e8 un trio. Appunti dalla sala prove dei Vintage Riot. 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