{"id":3990,"date":"2026-09-27T17:13:25","date_gmt":"2026-09-27T17:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/?p=3990"},"modified":"2026-09-27T19:32:47","modified_gmt":"2026-09-27T19:32:47","slug":"cyber-revenge-compie-30-anni-prima-di-youtube-cerano-una-videocamera-i-cd-rom-di-tgm-e-tanta-incoscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/2026\/09\/27\/cyber-revenge-compie-30-anni-prima-di-youtube-cerano-una-videocamera-i-cd-rom-di-tgm-e-tanta-incoscienza\/","title":{"rendered":"Cyber Revenge compie 30 anni: prima di YouTube c&#8217;erano una videocamera, i CD-ROM di TGM e tanta incoscienza"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trent&#8217;anni fa YouTube non esisteva, Internet entrava in casa con il contagocce, e vedere un video girato da qualcuno che non lavorava in tv o al cinema era una rarit\u00e0. Per girare un film ti serviva una videocamera (Video8 o MiniVHS), e nel nostro caso due videoregistratori messi uno accanto all&#8217;altro per il montaggio. Montare in casa, all&#8217;epoca voleva dire far partire una cassetta, registrare sull&#8217;altra, fermarsi al momento giusto e sperare di non aver sbagliato tutto. Niente timeline, niente &#8220;annulla&#8221;, niente tutorial su YouTube per capire dove avevi toppato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il 1996. Avevamo dai 16 ai 19 anni, ed eravamo un gruppo di amici, un&#8217;estate intera davanti e quella dose di incoscienza che a quell&#8217;et\u00e0 ti fa partire con progetti che, se ci pensassi due volte, non inizieresti mai. \u00c8 in quel contesto che nasce <em>Cyber Revenge<\/em>, secondo film della nostra gloriosissima \u2014 lo diciamo oggi, con trent&#8217;anni di distanza e il diritto di riderne \u2014 e improbabile Pinoli&#8217;s Arts. All&#8217;epoca per\u00f2 facevamo sul serio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Tutto cominci\u00f2 in un supermercato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia parte l&#8217;estate prima. A cavallo di Ferragosto del &#8217;95 riuscimmo ad avere per qualche giorno un supermercato vuoto a disposizione. Per un branco di adolescenti con la videocamera era una produzione da sogno: scaffali, corsie, magazzini, ambienti diversi e nessuno tra i piedi. Altro che green screen.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nacque cos\u00ec <em>Evil Market<\/em>, un piccolo horror\/action girato interamente l\u00ec dentro. I mezzi erano quelli che erano, le competenze cinematografiche pure \u2014 a quell&#8217;et\u00e0 si lavora con quello che si ha \u2014 ma la voglia di fare era tanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo spedimmo a <em>The Games Machine<\/em>, mitica rivista italiana dedicata ai videogame, che aveva appena aperto una rubrica chiamata <em>Facce da TGM<\/em>. Per chi non c&#8217;era: le riviste di videogiochi arrivavano in edicola con un CD-ROM pieno di demo, software, immagini, filmati \u2014 quello che oggi scarichi in cinque secondi allora stava tutto su quel disco argentato, uno al mese. Internet esisteva ma per molti era ancora qualcosa da guardare da lontano: connessioni lente, care, poco diffuse. Per vedere un video compravi una rivista e infilavi un CD nel computer, non cliccavi un link.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">TGM pubblic\u00f2 <em>Evil Market<\/em> sul CD-ROM allegato e ci dedic\u00f2 anche una pagina intera sulla rivista, con un titolo che ricordo ancora: &#8220;Il terrore approda su TGM&#8221;. Potete immaginare l&#8217;effetto. Avevamo girato un film tra amici e improvvisamente era su una delle riviste di videogiochi pi\u00f9 importanti d&#8217;Italia. Non sapevamo quante persone lo avessero guardato \u2014 non esistevano visualizzazioni, non esisteva niente di tutto questo \u2014 ma in qualche modo era l\u00e0 fuori. E a quanto pare non avevamo ancora fatto abbastanza danni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Facce da TGM - Evil Market, by Pinoli&amp;apos;s Arts\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Wc-fXs8wTi8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;estate dopo, il kolossal<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel &#8217;96 decidemmo di alzare l&#8217;asticella. <em>Evil Market<\/em> ci aveva dato entusiasmo e, cosa pi\u00f9 pericolosa, la sensazione che la cosa potesse funzionare sul serio. Nasce <em>Cyber Revenge<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nostro immaginario era quello di ragazzi cresciuti tra anni Ottanta e Novanta: cinema d&#8217;azione americano, Terminator, Van Damme, Steven Seagal, fantascienza, videogiochi, manga e anime che proprio in quegli anni stavano arrivando in Italia. Finiva tutto nello stesso calderone senza che ci ponessimo troppo il problema di dove finisse una citazione e cominciasse l&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo Maria e il sottoscritto (Fabio Testa) alla regia, entrambi anche attori nel film (io lo scienziato creatore del cyborg, lui l&#8217;amico pi\u00f9 insolente del protagonista). Intorno a noi il solito gruppo di amici \u2014 attori, tecnici, stuntman e produzione coincidevano pi\u00f9 o meno con le stesse persone, il che semplificava non poco i titoli di coda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riccardo ha raccontato la storia da poco durante una live del podcast <em>Gli Aggiustafilm<\/em>, tirando fuori episodi che avevo quasi rimosso. Uno dei pi\u00f9 belli: Alessandro &#8220;Axl&#8221; Franchi doveva stare sul tettuccio di un&#8217;auto in movimento. L&#8217;auto era quella del nonno di Riccardo. Il nonno non ne sapeva niente. Il tettuccio invece, alla fine, lo sapeva benissimo \u2014 rimase ammaccato e graffiato. Diciamo che a trent&#8217;anni di distanza qualche procedura di sicurezza della Pinoli&#8217;s Arts avrebbe avuto bisogno di una revisione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Gli Aggiustafilm, ospite Riccardo Maria\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/f3kzmWJhbyE?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Montare un film senza computer<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa che oggi sembra pi\u00f9 assurda non sono le scene d&#8217;azione, \u00e8 come si costruivano materialmente quei film. Il montaggio si faceva con due videoregistratori: da una parte la cassetta col materiale girato, dall&#8217;altra quella su cui registravi il film montato. Cercavi il punto giusto, mandavi in play una macchina e in registrazione l&#8217;altra, e il film veniva su pezzo dopo pezzo. Sbagliavi, rifacevi. Niente livelli, niente tracce, niente transizioni da trascinare col mouse o correzioni dieci minuti dopo perch\u00e9 avevi cambiato idea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non era pi\u00f9 bello, era solo MOLTO pi\u00f9 complicato. Ma proprio perch\u00e9 gli strumenti erano pochi, il limite finiva per diventare parte del processo: non potevi risolvere un problema installando un software migliore, dovevi inventarti qualcosa con quello che avevi in mano. Forse \u00e8 anche per questo che rivedendo oggi <em>Cyber Revenge<\/em> si sente tutta l&#8217;ingenuit\u00e0 ma anche una certa energia vera. \u00c8 pieno di imperfezioni e soluzioni che oggi non useremmo mai \u2014 per\u00f2 \u00e8 stato fatto fino in fondo, con quello che c&#8217;era.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Cyber Revenge arriva su TGM<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche <em>Cyber Revenge<\/em> fin\u00ec spedito a TGM e anche questa volta la redazione lo pubblic\u00f2 su <em>Facce da TGM<\/em> \u2014 era pi\u00f9 lungo di <em>Evil Market<\/em>, quindi usc\u00ec in due puntate sul CD-ROM.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa interessante, vista da oggi, \u00e8 il percorso che faceva un film amatoriale a met\u00e0 anni Novanta: lo giravi su videocassetta, lo montavi, preparavi una copia, la spedivi fisicamente a una redazione, qualcuno la guardava e \u2014 se valeva la pena \u2014 finiva digitalizzato su un CD-ROM che viaggiava insieme alla rivista in migliaia di edicole. Non c&#8217;era modo di sapere chi lo avesse visto. Nessun commento sotto al video, nessun cuoricino. Al massimo, mesi dopo, qualcuno ti diceva: &#8220;Ah, ma voi siete quelli del film su TGM&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un modo di far girare i contenuti completamente diverso da quello di adesso. E proprio per questo fa una certa impressione pensare che <em>Cyber Revenge<\/em> sia sopravvissuto a tutti i cambiamenti che sono venuti dopo \u2014 i DVD, i software di montaggio, YouTube, e pure i podcast.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che picca!<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte pi\u00f9 divertente arriva trent&#8217;anni dopo. Qualche giorno fa Riccardo mi scrive \u2014 non ci sentivamo da un bel po&#8217;. Mi racconta di essere entrato in contatto con <em>Gli Aggiustafilm<\/em>, canale e podcast dedicato soprattutto al cinema italiano e alla commedia anni Ottanta. Loro <em>Cyber Revenge<\/em> lo conoscevano gi\u00e0, e pure bene: lo avevano recuperato anni prima da un mio canale YouTube, e alcune battute del film erano entrate nel loro linguaggio. Una su tutte, &#8220;che picca&#8221;, era diventata quasi un tormentone tra i conduttori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parte surreale \u00e8 che Riccardo seguiva gi\u00e0 uno di loro per altri motivi. Un giorno, in macchina, ascoltando una puntata su Superfantozzi, sente spuntare fuori quel &#8220;che picca&#8221;. Lo riconosce. E la reazione, raccontata durante la live, \u00e8 stata pi\u00f9 o meno: &#8220;Ma che caxxo!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec, trent&#8217;anni dopo, Riccardo scopre per caso che un gruppo di persone non solo si ricorda ancora del nostro vecchio film amatoriale, ma lo cita pure. <em>Gli Aggiustafilm<\/em> lo invitano in live e Riccardo racconta tutto: i fratelli Pinoli, i primi esperimenti, <em>Evil Market<\/em>, la nascita di <em>Cyber Revenge<\/em>, la macchina del nonno, la polizia che voleva arrestarci, le estati passate a girare scene, quel gruppetto di amici che aveva deciso che, visto che il cinema gli piaceva, tanto valeva provare a farselo da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando mi ha mandato il video mi ha scritto una frase semplice: \u00abA me \u00e8 parso incredibile che qualcuno si ricordasse ancora di noi\u00bb. In realt\u00e0, a pensarci bene, in questi anni non \u00e8 stata neanche la prima volta che succedeva. Da quando <em>Evil Market<\/em> e <em>Cyber Revenge<\/em> sono finiti su YouTube, diverse persone hanno commentato o mi hanno scritto proprio perch\u00e9 entusiaste di aver ritrovato online quelle che, evidentemente, per qualcuno erano diventate piccole \u201cchicche\u201d da recuperare. Ogni volta \u00e8 stato un piacere rispondere, scambiare qualche ricordo e rendermi conto che quei film, nati quasi per gioco in due estati degli anni Novanta, avevano lasciato una traccia ben pi\u00f9 lunga di quanto avremmo mai immaginato.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Trent&#8217;anni dopo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rivedere oggi <em>Cyber Revenge <\/em>significa guardarlo con occhi completamente diversi. Ci sono ingenuit\u00e0 evidenti, errori tecnici, recitazioni che tradiscono senza piet\u00e0 la nostra et\u00e0, momenti in cui l&#8217;incoscienza batte nettamente il talento cinematografico. Ma non \u00e8 questo il punto&#8230; stabilire se fosse un &#8220;bel film&#8221; conta poco (non lo \u00e8). Il punto \u00e8 che lo facemmo. Eravamo ragazzi, avevamo voglia di costruire qualcosa, non avevamo quasi niente e usammo quello che avevamo: una videocamera, qualche cassetta, macchine prese in prestito, amici abbastanza folli da attaccarsi al tettuccio di un&#8217;auto in corsa, incuranti delle pattuglie della polizia che accorrevano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi abbiamo strumenti incomparabilmente pi\u00f9 potenti. Uno smartphone registra immagini che nel &#8217;96 sembravano fantascienza, con un portatile fai in una sera quello che allora richiedeva giorni, e puoi pubblicare un video e renderlo visibile dall&#8217;altra parte del mondo pochi secondi dopo. Eppure avere strumenti migliori non vuol dire avere pi\u00f9 voglia di fare. Quella, per fortuna, non l&#8217;ha ancora sostituita nessun software.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Cyber Revenge<\/em> compie trent&#8217;anni, e probabilmente nessuno di noi, quell&#8217;estate del &#8217;96, avrebbe immaginato che un giorno sarebbe esistito ancora da qualche parte \u2014 digitalizzato, su YouTube, commentato da sconosciuti, citato in un podcast, diventato un piccolo CULT insomma. Pensavamo semplicemente di fare un film per finire sul CD di TGM. E forse era proprio quello il bello.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In mezzo al testo di questo articolo trovate <em>Evil Market<\/em> (sopra), il film da cui tutto \u00e8 partito nel &#8217;95, l&#8217;intervento di Riccardo Maria a <em>Gli Aggiustafilm<\/em> (a met\u00e0), e infine <em>Cyber Revenge<\/em> (qui sotto). Guardateli con benevolenza: eravamo giovani. E soprattutto quella Uno grigia a cui abbiamo ammaccato e graffiato il tettuccio (per poi tentare maldestramente di sistemarlo) non era la nostra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Facce da TGM - Cyber Revenge, by Pinoli&amp;apos;s Arts\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RdyOsO_xdf4?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Trent&#8217;anni fa YouTube non esisteva, Internet entrava in casa con il contagocce, e vedere un video girato da qualcuno che non lavorava in tv o al cinema era una rarit\u00e0. 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