{"id":3986,"date":"2026-11-02T19:09:48","date_gmt":"2026-11-02T19:09:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/?p=3986"},"modified":"2026-11-02T19:09:48","modified_gmt":"2026-11-02T19:09:48","slug":"dal-respiro-del-vento-alla-spirale-del-mare-nautilus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/2026\/11\/02\/dal-respiro-del-vento-alla-spirale-del-mare-nautilus\/","title":{"rendered":"Dal respiro del vento alla spirale del mare: Nautilus"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Circa un anno fa, scrivendo di&nbsp;<em>Eolo<\/em>, mi sono imbattuto in un basso acustico capace, da solo, di essere ritmica, melodia e armonia, senza sentire il bisogno di un supporto. In questa occasione, Pier Piras l\u2019aiuto da casa ha deciso di chiamarlo. E non uno solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Nautilus<\/em> \u00e8 uscito il 25 settembre 2026 per Roble Records e lascia il basso acustico sempre l\u00ec, al centro di tutto, ma stavolta succede qualcosa di magico: intorno comincia a crescere un piccolo mondo, la voce di Mila Trani, l\u2019organetto di Pierpaolo Vacca, il violino di Francesco Moneti e una cura maniacale per il suono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ascoltando&nbsp;<em>Eolo<\/em>&nbsp;temevo la noia di un solo strumento per un intero disco; ora, davanti a&nbsp;<em>Nautilus<\/em>&nbsp;ero curioso di scoprire cosa poteva fare quello stesso strumento &#8220;in compagnia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo, intanto, \u00e8 gi\u00e0 un metodo, emerso nella splendida intervista-concerto condotta da Fabio. Il nautilus cresce aggiungendo camere alla conchiglia senza abbandonare le precedenti: si nasconde nell\u2019ultima ma si porta dietro tutte le altre. Questi sono i dischi di Pier: le isole del Mediterraneo di&nbsp;<em>A Wizard\u2019s Perspective<\/em>, il vento di&nbsp;<em>Eolo<\/em> e ora il mare. Qui di seguito cercher\u00f2 di condurvi nelle stanze segrete di Nautilus, spiegandovi quello che ci ho trovato dentro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Medusa<\/strong>, il mare pare gi\u00e0 dichiarato in partenza: un morbido e deciso ritmo terzinato che trascina nella musica popolare italiana e fa venire voglia di passare una serata estiva a ballare tra i colori delle sagre e i profumi del mare. Nonostante questi impulsi di apparente linearit\u00e0, il brano rivela subito il volto dell&#8217;album, si contrae e si espande in un incedere di ritmiche cangianti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Oghes Infr\u00e0mghidas<\/strong> ospita la voce, perfettamente contestualizzata, di Mila Trani: caldo e sudore in una Sardegna dalle atmosfere sudamericane dove le ore pi\u00f9 intense della giornata si aprono in un ritmo che pu\u00f2 ricordare una lenta e triste milonga. Il brano ha una drammatica ispirazione che ci descrive Pier stesso nell\u2019intervista che Fabio gli ha recentemente fatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In <strong>Focus<\/strong>&nbsp;torna il mare, dirompente e lontano, appena scorto dalle alture di un\u2019isola. Lascia una solitudine intensa ma desiderata e riflessiva. <strong>Duna Cremisi<\/strong>&nbsp;\u00e8 invece ostinata e ipnotica, dai ritmi brillanti e coinvolgenti ma, tra tutti, il brano che mi ha catturato meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continua in <strong>Ardere<\/strong> quel clima sognante che \u00e8 filo conduttore di tutto il lavoro. Ardere \u00e8 un pulsare perfetto tra variazioni ritmiche e brevi passaggi dove Pier ci ricorda vagamente che il basso \u00e8 il principe degli strumenti d\u2019accompagnamento: un ruolo che, ascoltando i suoi lavori, sembrava ormai dimenticato ma qui, quasi come una citazione di s\u00e9 stesso, riemerge nei momenti di maggiore distensione armonica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano <strong>Sol in Sol<\/strong> accoglie l\u2019organetto di Pierpaolo Vacca e apre le porte alla ritmica pi\u00f9 storta dell\u2019intero disco: tempi dispari alternati che spezzano la continuit\u00e0 del pezzo a pi\u00f9 riprese e che ci riportano ad atmosfere popolari e lontane. Un brano strano ma affascinante e interessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima volta che ho sentito <strong>Bae Bae<\/strong> sono stato folgorato. In un breve passaggio melodico mi ricorda tantissimo una cosa che scrissi per pianoforte tanto tempo fa ma il punto non \u00e8 questo: la meraviglia \u00e8 su un piano pi\u00f9 profondo, \u00e8 nel ritrovarsi in qualcosa, nello scoprire che quello stesso passaggio ha smosso forse identiche emozioni e che un\u2019intuizione musicale, anche se fugace, ha unito per un istante due punti nell\u2019universo. Quindi per me, questo brano, rappresenta la forza innata e ultraterrena della musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sofia<\/strong> \u00e8 stato scritto per la piccola nipotina di Pier: suonato con un &#8220;piccolo basso&#8221;, \u00e8 una poetica ninna nanna, dalle atmosfere dolcemente nebbiose, di cupo inverno passato accanto a un camino acceso. Lasciatemi fare un fin troppo evidente raccordo con le atmosfere \u201crambleriane\u201d destate da Francesco Moneti (che ho avuto anche il piacere di vedere pi\u00f9 volte dal vivo con il suo storico gruppo): il suo violino \u00e8 semplicemente di un altro pianeta e si fonde con il basso di Pier in un modo che va ascoltato per essere compreso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano che chiude il disco \u00e8 anche quello che d\u00e0 il titolo all&#8217;intera opera, <strong>Nautilus<\/strong>. Chiude in maniera profonda, imponente e completa. Un incedere sommessamente marziale si apre dall\u2019interno della conchiglia, risuona, riverbera e si propaga lungo le logaritmiche spire, percorrendo il brano pi\u00f9 lungo di tutto il lavoro, riassunto definitivo del connubio tra musica e mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non me l\u2019ha chiesto nessuno, lo so, ma vi dico qual \u00e8 per me la caratteristica di quest&#8217;album che pi\u00f9 di tutti mi ha conquistato: la capacit\u00e0 di smussare gli angoli. Le parti ritmiche pi\u00f9 spigolose trovano sempre la loro risoluzione nelle armonie distese e consonanti. Comparo indegnamente ritmica e armonia ma lo faccio volutamente: \u00e8 proprio qui che si consuma il contrasto, \u00e8 un passaggio di stato, una sublimazione dove il ritmo deciso evapora sempre in un\u2019armonia distesa, aperta, commovente e rassicurante, che riporta sempre a casa dopo aver visitato altri luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> Ogni volta che Pier chiama un ospite, il disco guadagna un paesaggio, un orizzonte e lo fa senza mai perdere il fulcro del suo strumento. Leggo un&#8217;evoluzione, leggo in Pier un procedere sensato, logico e spontaneo lungo un percorso musicale che, sono convinto, continuer\u00e0 a meravigliarmi anche in futuro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Pier Piras \u2013 Dal basso acustico nasce un mondo \u2013 Presentazione di \u201cNautilus\u201d\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/zvzDwu7804s?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Circa un anno fa, scrivendo di&nbsp;Eolo, mi sono imbattuto in un basso acustico capace, da solo, di essere ritmica, melodia e armonia, senza sentire il bisogno di un supporto. 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