{"id":3251,"date":"2025-06-25T08:20:22","date_gmt":"2025-06-25T08:20:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/?p=3251"},"modified":"2025-07-31T12:42:55","modified_gmt":"2025-07-31T12:42:55","slug":"il-segreto-e-che-non-ci-sono-segreti-il-soundcheck-secondo-marco-fanton-e-i-t-side","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/2025\/06\/25\/il-segreto-e-che-non-ci-sono-segreti-il-soundcheck-secondo-marco-fanton-e-i-t-side\/","title":{"rendered":"Il segreto \u00e8 che non ci sono segreti: il soundcheck secondo Marco Fanton e i T-Side"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ci sono parole che nella musica rischiano di diventare clich\u00e9: \u201cascolto\u201d, \u201csuono da disco\u201d&#8230; Ma quando a parlarne sono musicisti come Marco Fanton e i T-Side, quelle parole si riempiono di significato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A fare da sfondo a questa riflessione collettiva, due momenti diversi ma complementari: una diretta congiunta trasmessa sui canali BassCommunity e FantHome, e una conversazione dal vivo sul palco del Mata P\u00e1ta di Anzio. Due occasioni in cui si \u00e8 parlato di suono dal vivo, strumenti, approccio alla performance, ma soprattutto di un tema spesso trascurato: <strong>l\u2019importanza dell\u2019ascolto.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il soundcheck come cultura, non come obbligo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl nostro soundcheck \u00e8 finito un quarto d\u2019ora fa\u201d, dice Marco con tono pacato durante la Masterclass tenuta nel pomeriggio. Non \u00e8 una battuta. \u00c8 l\u2019esito di un metodo, di una gestione attenta e collaudata degli equilibri sul palco, resa possibile da un mixer digitale ben programmato, ma soprattutto da una visione musicale che mette <strong>l\u2019orecchio prima dell\u2019ego.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La band lavora su una struttura <em>silent stage<\/em>, con monitoring personale, assenza di amplificatori tradizionali e una forte attenzione al suono globale. Niente pi\u00f9 muri di volume o lotte di frequenze: l\u2019obiettivo \u00e8 sentire bene, sentirsi tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui emerge il primo punto chiave: <strong>l\u2019ascolto non \u00e8 un dettaglio tecnico, \u00e8 un\u2019attitudine<\/strong>. Marco lo dice chiaramente: \u201cI musicisti dovrebbero fare qualche passo indietro e ascoltare il resto\u201d. Perch\u00e9 senza una cultura dell\u2019ascolto, anche l\u2019attrezzatura migliore non salva il risultato.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il paradosso del \u201cnon segreto\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cIl segreto \u00e8 che non ci sono segreti\u201d, ripete pi\u00f9 volte Marco. Ma poi aggiunge: \u201cIl vero problema \u00e8 che certe cose restano nella testa dei musicisti come se fossero segrete. Non lo sono: vanno solo scoperte, capite, allenate\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un concetto che spiazza, perch\u00e9 sovverte la retorica del trucco magico, del preset risolutivo, della formula definitiva. Nessun pedale fa miracoli, nessun modeler pu\u00f2 compensare una mancanza di attenzione o relazione sul palco. Il vero lavoro sta nell\u2019<strong>esperienza, nella consapevolezza e nella pratica quotidiana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Suonare i Toto oggi: tra rispetto e identit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si parla di Lukather, la domanda sorge spontanea: \u00e8 possibile suonare <em>come lui<\/em> oggi, senza scadere nell\u2019imitazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Marco Fanton risponde con onest\u00e0: \u201cQuelli sono i suoni con cui sono cresciuto. Ce li ho dentro, fanno parte della mia formazione. Non devo sforzarmi per ritrovarli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 copia, \u00e8 continuit\u00e0. \u00c8 un recupero rispettoso di un\u2019estetica sonora che ha segnato un\u2019epoca e che merita di essere portata avanti. Certo, i tempi sono cambiati. \u201cQuei suoni oggi non vanno pi\u00f9 di moda\u201d, dice Marco. Ma ogni chitarrista si illumina quando li sente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il passaggio da tri-amping, reverberi da studio e rig monumentali a una semplice pedaliera moderna \u00e8 stato reso possibile dalla tecnologia, ma il principio rimane: <strong>la qualit\u00e0 si misura ancora nella cura, non nella quantit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Mike Porcaro: l\u2019essenzialit\u00e0 e la classe<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al basso, Nick Muneratti entra in scena per raccontare l\u2019eredit\u00e0 di Mike Porcaro e di tutti i bassisti che hanno fatto grandi i Toto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un basso \u201csemplice\u201d solo all\u2019apparenza quello iconico di Mike Porcaro (che secondo Nick rappresenta pi\u00f9 di tutti il basso dei Toto). Groove solido, shuffle nascosti, timing perfetto. \u201cLe sue linee sono molto meno semplici di quanto sembrino\u201d, spiega Nick. \u00c8 la complessit\u00e0 dell\u2019essenzialit\u00e0, la ricchezza del non detto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019approccio timbrico \u00e8 altrettanto lucido. Nick sottolinea come in un contesto simile <strong>boostare le basse sulla testata serva a poco<\/strong>: meglio lavorare sulle medie, far emergere le frequenze portanti del suono di basso, curare il dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il palco <em>silent<\/em> aiuta in questo: consente di ascoltare meglio la band, di dosare con precisione l\u2019interazione con batteria, chitarra, tastiere. Il click non \u00e8 una prigione, ma una guida. E il basso diventa colla, non decorazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ritorno al suonato<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche spazio per una riflessione pi\u00f9 ampia: che ne sar\u00e0 della musica suonata, nell\u2019epoca dell\u2019IA generativa, dei contenuti sintetici, dei live che sembrano videoclip?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo me, e i T-Side sono d&#8217;accordo, ci sar\u00e0 una voglia di ritorno al suonato. Un auspicio che non nasce dalla nostalgia, ma da un\u2019intuizione culturale: <strong>la musica dal vivo, imperfetta e umana, sar\u00e0 sempre necessaria<\/strong> <strong>e sempre pi\u00f9 desiderata.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I recenti segnali dice Marco \u2014 come l\u2019affermazione di Lucio Corsi a Sanremo o il ritorno di piccole band con suono vero \u2014 sembrano suggerire che qualcosa si stia gi\u00e0 muovendo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per concludere<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che Fanton, Nick e i T-Side ci ricordano \u00e8 semplice: suonare non \u00e8 un gesto tecnico, \u00e8 un atto relazionale. Non basta avere il suono \u201cgiusto\u201d. Serve una cultura del palco, del contesto, del gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suono vero \u2014 quello che tocca, che coinvolge, che resta \u2014 nasce l\u00ec: <strong>nell\u2019attenzione maniacale all\u2019ascolto.<\/strong> E in quel tipo di ascolto, non ci sono scorciatoie. Solo presenza. E presenza, oggi, \u00e8 gi\u00e0 una rivoluzione. I T-Side sono: Matteo Bianco &#8211; voce, Davide Bettella &#8211; batteria, Marco Fanton &#8211; chitarra e voce, Aligi Pasqualetto &#8211; tastiere, Nick Muneratti &#8211; basso. Nella speranza di rivederli presto dal vivo, vi lascio alla visione dei video&#8230; Alla prossima Community!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"MARCO FANTON - Portare Il suono dei TOTO dal vivo\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WxQYEJ1TgRY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Il Suono dei Toto (con Marco Fanton e Nick Muneratti) - T-Side (Italian Toto Tribute Band)\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/XooHsrzJ06c?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono parole che nella musica rischiano di diventare clich\u00e9: \u201cascolto\u201d, \u201csuono da disco\u201d&#8230; Ma quando a parlarne sono musicisti come Marco Fanton e i T-Side, quelle parole si riempiono di significato. 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