{"id":1416,"date":"2023-12-10T09:56:49","date_gmt":"2023-12-10T09:56:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/?p=1416"},"modified":"2025-04-02T07:30:46","modified_gmt":"2025-04-02T07:30:46","slug":"anime-basslines-5-mila-e-shiro-due-cuori-nella-pallavolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/2023\/12\/10\/anime-basslines-5-mila-e-shiro-due-cuori-nella-pallavolo\/","title":{"rendered":"Anime Basslines #5 &#8211; Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa accomuna la sigla di Mila e Shiro con &#8220;Centro di gravit\u00e0 permanente&#8221; di Battiato, &#8220;Com&#8217;\u00e8 profondo il mare&#8221; di Dalla e &#8220;Il rock di Capitan Uncino&#8221; di Bennato? Il bassista ovviamente! Paolo Donnarumma \u00e8 stato in quel periodo uno dei bassisti pop-rock pi\u00f9 importanti d&#8217;Italia e analizzando la linea di basso di questa sigla oggi proveremo a capire perch\u00e9! <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intrufoliamoci tra le maglie della rete di uno dei pi\u00f9 popolari <em>spokon<\/em> manga e scopriamo il mondo di Y\u016b Hazuki.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una piccola nota<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diciamolo subito, Y\u016b (Mila, nell&#8217;italica versione dell&#8217;anime) non \u00e8 la cugina di Kozue Ayuhara (Mim\u00ec, nella stivalica versione)! Non so cosa sia saltato in mente agli autori ma andrebbero fustigati in pubblica piazza per averci fatto passare come vera e plausibile questa parentela, manipolando i dialoghi dell&#8217;anime. Nella versione giapponese, si sappia, tutto ci\u00f2 non esiste.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il manga in Giappone&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fatta la doverosa premessa, possiamo introdurre il manga che narra le vicende della giovane Y\u016b. Si parla di <em>spokon<\/em> sh\u014djo manga, ovvero, manga a tema sportivo indirizzato ad un pubblico di giovani ragazze. Qui, diversamente dall&#8217;Uomo Tigre, si parla di squadre che giocano a pallavolo e non di delinquenti che cercano di ammazzarsi su un ring a furia di colpi proibiti!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il manga \u00e8 stato scritto da <strong>Jun Makimura<\/strong> e <strong>Shizuo Koizumi<\/strong> e illustrato dalla stessa Makimura. Edito da K\u014ddansha, la prima edizione, dal titolo &#8220;Attacker You!&#8221;, \u00e8 serializzata tra il novembre del 1984 e l&#8217;agosto del 1985 e consta di soli 23 capitoli raccolti in 3 tank\u014dbon.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"382\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker_YOU.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1457\" style=\"width:387px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker_YOU.jpg 250w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker_YOU-196x300.jpg 196w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Makimura, che non ha mai rivelato il suo anno di nascita (ipotizzo abbia tra i 65 e 70 anni), debutta come mangaka nel 1974 e disegna manga di genere storico, sportivo e fantastico, spesso preferendo appoggiarsi a sceneggiatori per la scrittura della storia. Il suo tratto \u00e8 ben definito e pulito, piuttosto espressivo sebbene rimanga semplice e delicato. Un tratto che, a detta di molti, appare un po&#8217; snaturato nelle sue opere pi\u00f9 recenti. Makimura si \u00e8 sempre concentrata sul genere sh\u014djo mentre Koizumi, giornalista sportivo, ha scritto quasi esclusivamente sul tema pallavolo. Ha curato anche la stesura dell&#8217;anime &#8220;Don Chuck Story&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&#8230;un po&#8217; di storia&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come immaginabile dai pi\u00f9 attenti, anche se non viene quasi mai ricordato, il successo della squadra Nazionale giapponese femminile di pallavolo alle Olimpiadi del 1964 fu la fonte di ispirazione del manga (e non solo di questo visto che di manga sulla pallavolo se ne contano una trentina). La grande vittoria alle <strong>Olimpiadi di Tokyo del 1964<\/strong> (prima medaglia d&#8217;oro nel volley femminile e prima medaglia d&#8217;oro in un evento sportivo femminile in assoluto da 28 anni) e il bronzo a Los Angeles nello stesso anno di uscita del fumetto sono stati i grandi motori per le idee di Koizumi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il contesto in cui si svolgono le vicende del manga \u00e8 reale e si basa su fatti realmente accaduti che cercher\u00f2 di riassumere brevemente visto che sono piuttosto interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il reclutamento delle giovani atlete avveniva in Giappone durante il percorso scolastico. Fu cos\u00ec che una liceale, <strong>Kasai Masae<\/strong>, fu vista giocare durante una partita a scuola. All&#8217;epoca, lo sport in Giappone veniva quasi esclusivamente praticato a livello aziendale. Fu infatti la <strong>Nichib\u014d Corporation<\/strong>, un&#8217;industria tessile, a notare Masae. Reclutata immediatamente dopo la fine del liceo, inizi\u00f2 ad allenarsi per la squadra aziendale, una delle pi\u00f9 forti del Giappone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;allenatore della squadra era <strong>Hirofume Daimatsu<\/strong>, classe 1921 e anche lui impiegato nell&#8217;industria tessile, che port\u00f2 quella stessa squadra a diventare la Nazionale giapponese femminile. I membri della Nazionale furono infatti reclutati per il 90% alla Nichib\u014d Kaizuka e lui stesso ne divent\u00f2 l&#8217;allenatore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia di Daimatsu \u00e8 segnata profondamente dalla sua partecipazione, durante la Seconda Guerra Mondiale, alla battaglia di Imphal. La durezza del confronto, conclusosi con la disfatta del Giappone, condizion\u00f2 gli atteggiamenti futuri di Daimatsu.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/problemidivolley.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/News24791-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3427\" style=\"width:411px;height:auto\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli divenne famoso per i suoi <strong>metodi estremi di allenamento<\/strong> (noti come <em>satsujin taiso<\/em>, &#8220;addestramento omicida&#8221;) tale da meritare il soprannome di <strong>Oni no Daimatsu<\/strong>, una sorta di &#8220;coach demonio&#8221; o &#8220;orco&#8221; (sar\u00e0 un caso che uno degli allenatori dell&#8217;anime si chiama <em>Daimon <\/em>Matsugor\u014d???). Sono propri i metodi e le tecniche di gioco da lui ideate che hanno<strong> permeato di drammaticit\u00e0 e sofferenza<\/strong> i manga e gli anime dedicati alla pallavolo: Mim\u00ec e Mila portano ancora i segni di quegli allenamenti!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/problemidivolley.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/driven-beyond-dignity-si-photo-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3428\" style=\"width:839px;height:auto\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli allenamenti si svolgevano (dopo aver lavorato in fabbrica dalle 8 alle 16) dalle 16,30 a mezzanotte (con 15 minuti di pausa, che volete di pi\u00f9?), 6 giorni a settimana, 51 settimane all&#8217;anno. Daimatsu era perfettamente cosciente della crudelt\u00e0 dei suoi allenamenti. Riteneva per\u00f2 che fossero necessari per sviluppare non solo la forma fisica ma anche per sviluppare lo <strong>spirito combattivo<\/strong> fondamentale se l&#8217;obiettivo era quello di prevalere su avversarie pi\u00f9 alte e fisicamente pi\u00f9 forti. Nonostante l&#8217;opinione pubblica spesso avversa, le sue giocatrici lo hanno sempre capito e difeso da ogni critica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"692\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente-1024x692.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1482\" style=\"width:562px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente-1024x692.jpeg 1024w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente-300x203.jpeg 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente-768x519.jpeg 768w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente-1536x1038.jpeg 1536w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/le-streghe-doriente.jpeg 1889w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Daimatsu ha concepito le sue tecniche dopo aver analizzato la sconfitta della squadra femminile per mano delle sovietiche nel 1960 in Brasile. Anche i nomi fantasiosi dei colpi visti nei manga e negli anime hanno la loro precisa origine. La variet\u00e0 di tecniche di Daimatsu includevano mosse come: &#8220;muovi e attacca&#8221; (id\u014d k\u014dgeki), &#8220;servizio delle foglie che cadono&#8221; (konohaochi s\u0101bu) e \u2018attacco ritardato\u2019 (jikansa k\u014dgeki). La sua mossa pi\u00f9 famigerata resta quella conosciuta come \u201c<strong>ricevi e ruota<\/strong>\u201d (kaiten resh\u012bbu) che divenne una vera e propria firma della Nichibo Kaizuka.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Osservando la differenza di statura fisica tra le atlete giapponesi e quelle sovietiche, Daimatsu credeva che <strong>l&#8217;agilit\u00e0 e la velocit\u00e0<\/strong> fossero la chiave per sconfiggere i campioni sovietici e cos\u00ec ide\u00f2 tale mossa, una manovra acrobatica di caduta e rotazione, ispirata al judo; un&#8217;antesignana della rullata&nbsp;nella pallavolo odierna. Fu una tecnica difficile da padroneggiare: si dice che alcune giocatrici danneggiarono la colonna vertebrale e i reni colpendo il pavimento durante l&#8217;allenamento. Dopo le Olimpiadi di Tokyo, la tecnica \u00e8 diventata un&#8217;abilit\u00e0 a cui ambire tra le giovani giocatrici delle scuole superiori al punto che alcune scuole giapponesi ne proibirono l&#8217;uso a causa dei possibili incidenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu grazie a questo impegno e alla disciplina delle sue atlete che Daimatsu vinse finalmente il Campionato Mondiale a Mosca nel 1962. Dopo aver vinto a Mosca le ragazze della Nazionale giapponese furono note al mondo come <em>Toyo no mayo<\/em>, le \u201cStreghe d\u2019Oriente\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certe di tornare ad una pi\u00f9 rilassata vita quotidiana, dovettero invece tornare ad allenarsi duramente e, da quel momento in poi, anche pi\u00f9 di prima: dalle 15 fino alle 2 o 3 del mattino (in effetti prima si allenavano poco&#8230;!). Kasai, ventinovenne, rimand\u00f2 anche il suo progetto di sposarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo fu dovuto al fatto che nel 1964 la pallavolo entr\u00f2 a far parte delle discipline olimpiche. Appena saputa la notizia, tutto il popolo giapponese incit\u00f2 la squadra e l&#8217;allenatore a partecipare. Non si tirarono indietro e fu cos\u00ec che entrarono nella storia con le <strong>Olimpiadi di Tokyo<\/strong>, battendo in finale 3 &#8211; 0 (dopo una rimonta pressoch\u00e9 fuori dall&#8217;umana comprensione sull&#8217;ultimo set!) proprio la&nbsp;Russia sotto lo sguardo della Principessa ereditaria Michiko e quello di tutto il Paese (quella partita fu il secondo programma pi\u00f9 visto nella storia della TV Giapponese!).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste Olimpiadi non solo furono le prime svolte in Asia ma ebbero una valenza sociale importantissima in quanto il Giappone era ancora nella fase di ricostruzione post-bellica e vedeva i giochi olimpici come un simbolo di ripresa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"932\" height=\"524\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-4-932x524-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1483\" style=\"width:580px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-4-932x524-1.jpg 932w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-4-932x524-1-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-4-932x524-1-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel video che segue sono immortalati gli ultimi punti della partita. A dir poco commovente. Persino la principessa Michiko perse per un attimo la sua compostezza ma non Daimatsu che dopo il punto finale rimase impassibile, ricordandoci il suo pesante passato nell&#8217;esercito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/coM7vkwh3js?si=q-H0Owpmqtwb6z7u\">https:\/\/youtu.be\/coM7vkwh3js?si=q-H0Owpmqtwb6z7u<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia del capitano Kasai, se vi piace saperlo, ha avuto un lieto fine. Quando la squadra ha incontrato il primo ministro<strong> <\/strong>Eisaku Sato&nbsp;sulla scia della loro vittoria, non ha mancato l\u2019occasione per lamentarsi del fatto che gli anni di formazione spartana (forse a Sparta ci andavano pi\u00f9 leggeri per\u00f2!) non le avessero lasciato tempo per trovare un marito. Sato, in seguito Premio Nobel per la Pace, non perse tempo a presentarla a un giovane ufficiale della neonata Forza di Autodifesa giapponese! Il suo matrimonio ebbe luogo nel maggio 1965 e fu un evento nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per chi conosce il francese o il giapponese oppure sopporta i sottotitoli in inglese, il documentario del 2021, &#8220;Le Sorci\u00e8res de l&#8217;Orient&#8221; di Julien Faraut, racconta tutta questa pazzesca storia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-poster.jpg-768x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1481\" style=\"width:428px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-poster.jpg-768x1024.webp 768w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-poster.jpg-225x300.webp 225w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-poster.jpg-1152x1536.webp 1152w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Les-sorcieres-de-lOrient-2021-Julien-Faraut-poster.jpg.webp 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&#8230;alcune considerazioni&#8230;<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, alla fine di questo racconto (ma non avevo detto &#8220;brevemente&#8221;?), tutti i pezzi vanno al loro posto: apprendiamo che molte delle atlete che hanno composto la nostra Nazionale, si sono appassionate alla pallavolo proprio grazie agli anime, cos\u00ec come generazioni di ragazzi che in quegli anni li guardavano entusiasti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora una volta ci troviamo, come visto con Tiger Mask, di fronte allo sport che fa da catalizzatore per la rivalsa del popolo giapponese, in recupero dal difficile secondo dopoguerra. Non solo: i valori dello sport si estendono a tutti e sono quelli dello spirito di squadra, dell&#8217;amicizia ma anche della conquista di un obiettivo, della disciplina e dello spirito combattivo per raggiungere la meta e superare s\u00e9 stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scusate ancora se sono prolisso ma come avrete capito questi articoli sono un pretesto. Il pretesto per far capire che in realt\u00e0 <strong>la musica apre a tante considerazioni<\/strong>, focalizza mille opportunit\u00e0 di studio e riflessione. Cosa sarebbe la musica senza le relazioni interpersonali e le vicende della vita? Semplicemente non esisterebbe per come la conosciamo. Quindi vi prego di concedermi ogni volta queste divagazioni poich\u00e9 senza di esse la musica di cui siamo appassionati varrebbe veramente molto poco!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">&#8230;e il manga in Italia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo infine a parlare dell&#8217;edizione italiana del manga che fu a cura di Star Comics e rispett\u00f2 la suddivisione in 3 volumi. Venne pubblicata in 3 mesi da febbraio ad aprile del 2003. Praticamente a quattro lustri di distanza dall&#8217;edizione giapponese. Nel 2015 \u00e8 stato ristampato con l&#8217;aggiunta della sovraccoperta. Attualmente non \u00e8 pi\u00f9 stampato e si trova solo usato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"640\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker-You-1-2-3-Mila-E-Shiro.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1459\" style=\"width:577px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker-You-1-2-3-Mila-E-Shiro.webp 640w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker-You-1-2-3-Mila-E-Shiro-300x300.webp 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Attacker-You-1-2-3-Mila-E-Shiro-150x150.webp 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;anime<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A differenza del manga, tra la messa in onda dell&#8217;anime in Giappone e quella in Italia non passarono ere geologiche. In Giappone i 58 episodi della serie videro luce  nel biennio 1984-85 e in Italia a febbraio del 1986. Fu in questo momento che si consum\u00f2 il dramma dei dialoghi alterati facendoci credere che Mila e Mim\u00ec fossero cugine (ma perch\u00e9 poi??? Perch\u00e9 facevano lo stesso sport ed erano giapponesi???). Oltre a questo oltraggio ai limiti del comprensibile furono tagliate una serie innumerevole di scene ritenute poco consone ad un pubblico infantile. Io per\u00f2 sono magnanimo e qualcuna ve la faccio vedere!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco un tremendo &#8220;quasibacio&#8221;:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bacio1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1473\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bacio1.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/bacio1-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste sono delle sconvolgenti mutandine femminili:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/slip1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1474\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/slip1.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/slip1-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste le provocantissime tette di Y\u016b:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-seno1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1475\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-seno1.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-seno1-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui dei conturbanti reggiseni:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/spogliatoio2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1476\" style=\"width:560px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/spogliatoio2.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/spogliatoio2-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E vi sono anche delle scene ultra-violente, tipo lo schiaffo di Y\u016b al padre:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-schiaffo2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1477\" style=\"width:557px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-schiaffo2.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Yu-schiaffo2-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure i metodi poco ortodossi dell&#8217;allenatore:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1478\" style=\"width:553px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo1.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo1-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con tanto di sangue che neanche &#8220;Dal tramonto all&#8217;alba&#8221; di Tarantino:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"736\" height=\"552\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo2.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1479\" style=\"width:555px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo2.jpeg 736w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/schiaffo2-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 736px) 100vw, 736px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ce ne sono tante altre ma dubito che riuscireste a reggerne l&#8217;impatto emotivo: potreste rimanere traviati per il resto della vostra esistenza. Del resto, da piccoli, mica avrete guardato <strong>Bem<\/strong>?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo scherzato un po&#8217; sulle censure ma il discorso \u00e8 chiaramente molto pi\u00f9 ampio e complesso. Ora, giusto per essere precisi e tornare seri, ritengo sia corretto ricordare come le scelte sulle censure siano state fatte da Fininvest in accordo ai propri consulenti, psicoterapeuti dell&#8217;et\u00e0 evolutiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prodotto che offriva Fininvest riguardava nella maggior parte dei casi la fascia 6-14 anni e non adulti appassionati di anime e manga. Le scelte venivano fatte per adattare in maniera comprensibile le serie anime al piccolo pubblico italiano. Si trattava di due culture completamente differenti e molte scene non starebbero state per nulla comprese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso si parla di censura con estrema superficialit\u00e0 senza tener conto di cosa piace all&#8217;adulto e cosa al bambino. Prendiamo me: appare ovvio che attualmente io preferisca anime non censurati visto che posso comprenderne le differenze culturali ma siamo altrettanto certi che da bambino avrei voluto assistere in un cartone animato ad un particolare e sconosciuto rito religioso o ad una celebrazione tipica orientale di cui non sapevo assolutamente nulla?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli adattamenti vanno considerate tante cose e non ultimo il contesto culturale dell&#8217;epoca come anche le strategie di marketing: \u00e8 possibile che cambiare i nomi dei personaggi o farci credere che Mila sia cugina di Mim\u00ec non sia stato altro che uno stratagemma per convogliare l&#8217;attenzione del pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A tutti noi spetta poi il compito di formarsi una propria opinione su questo argomento non facile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo in conclusione che, per chi volesse riprendere la visione dell&#8217;anime, negli anni ci furono diverse <strong>edizioni home-video<\/strong>, la prima del 1991 (incompleta trattandosi solo di una selezione di episodi), poi nel 2000, nel 2007 e nel 2014 ad opera rispettivamente di Fabbri Editori, Dynit e congiuntamente Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Quest&#8217;ultima edizione comprende anche un sequel.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le sigle originali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eccoci finalmente alla musica! Partiamo come al solito nell&#8217;elencare quelli che furono i brani originali, entrambi del 1984.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"250\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/23750-1558517435.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1490\" style=\"width:384px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/23750-1558517435.jpg 250w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/23750-1558517435-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>Seishun Prelude<\/strong><\/em> &#8211; Il brano di apertura degli episodi. Musica di Toshio Kamei, testo di Yoshiko Miura e interpretata da <strong>Harumi Kamo<\/strong>. Il pezzo \u00e8 un pop-synth-rock (ma come mi piace inventarmi i generi musicali!) con un basso molto &#8220;synthoso&#8221; dalle ritmiche incalzanti, alcuni stacchi ritmici interessanti e un breve assolo di chitarra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/tWMd_OD7KUk?si=k3N_7Tv881AhL9KX\">https:\/\/youtu.be\/tWMd_OD7KUk?si=k3N_7Tv881AhL9KX<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em><strong>TWINKLE, TWINKLE<\/strong><\/em>&nbsp;&#8211; Sigla di chiusura. Interprete e autori sono gli stessi: musica di Kamei, testo di Miura e voce di Harumi Kamo. Il brano \u00e8 pi\u00f9 lento e riflessivo. Il ruolo del basso spicca molto e, seppur lineare, presenta degli spunti esecutivi e armonici abbastanza interessanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/youtu.be\/43k1D1VrDtE?si=YH46UMppnC90hN_y\">https:\/\/youtu.be\/43k1D1VrDtE?si=YH46UMppnC90hN_y<\/a><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sigla italiana<\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"393\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Cristina-DAvena-Mila-E-Shiro-Due-Cuori45.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-1491\" style=\"width:638px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Cristina-DAvena-Mila-E-Shiro-Due-Cuori45.webp 640w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Cristina-DAvena-Mila-E-Shiro-Due-Cuori45-300x184.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei conoscere chi non l&#8217;ha mai canticchiata. Penso sia impossibile non averla sentita almeno una volta nella vita, anche involontariamente!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di passare agli autori vorrei fare una premessa. Nel 1981 Silvio Berlusconi fonda la casa discografica <strong>Five Record<\/strong>. Essa nacque con il preciso intento di accedere al vasto mercato delle sigle di serie TV, telenovelas, cartoni animati e trasmissioni televisive varie. Fu cos\u00ec che, gi\u00e0 nel 1981, fu pubblicato il 45 giri &#8220;Gatchaman la battaglia dei pianeti&#8221;, primo singolo di un anime per la Five Record. L&#8217;anno successivo fu la volta di Cristina D&#8217;Avena. Il suo debutto con &#8220;Bambino Pinocchio&#8221; la vide proiettata verso un successo epocale, storico, incessante fino ad oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le file della Five furono presenti anche altri artisti, esordienti e non, fino alla sua trasformazione nel 1991 in RTI Music. Ergo, una storia durata un decennio che \u00e8 sicuramente stata importante e si \u00e8 dapprima sovrapposta e poi ha ereditato il ruolo di sforna-sigle che avevano le etichette come RCA e Fonit Cetra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin qui tutto bene. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un dato concreto che non si pu\u00f2 non analizzare. Sebbene la produzione Five Record sia stata di indiscussa ed elevatissima qualit\u00e0, si \u00e8 osservato a mio avviso un impoverimento del lato stilistico nel settore sigle. La scelta della Fininvest (che controllava la Five) di affidare ad una sola voce e a pressoch\u00e9 una sola autrice di testi (Alessandra Valeri Manera) tutto il panorama delle sigle per i cartoni animati, fu da un lato sicuramente comoda e vincente ma dall&#8217;altro imponeva una scelta qualitativa limitante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scomparvero le &#8220;gare&#8221; tra artisti di differente estrazione come Olimpio Petrossi ad esempio volle per l&#8217;RCA Italiana e questo port\u00f2 ad un impoverimento stilistico visto che nessuno doveva pi\u00f9 competere per ottenere il risultato migliore. Attenzione, non sto parlando di un impoverimento qualitativo, perch\u00e9 come ho gi\u00e0 detto la qualit\u00e0 dei brani e degli artisti, come vedremo, sar\u00e0 sempre di altissimo livello. Sar\u00e0 invece una scelta di stile restrittiva poich\u00e9 il riferimento vocale e testuale sar\u00e0 da l\u00ec in avanti sempre pi\u00f9 o meno lo stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo veniva compensato in parte dall&#8217;aspetto compositivo, ancora affidato di volta in volta ad autori differenti (sebbene ci siano stati nomi pi\u00f9 ricorrenti di altri). Il risultato finale fu il frutto di una strategia vincente perch\u00e9 portata avanti con estrema cura, amore e professionalit\u00e0. D&#8217;altra parte \u00e8 anche vero che se da un lato si stava perdendo qualcosa dal punto di vista stilistico, dall&#8217;altro si era meno dispersivi e pi\u00f9 concentrati sull&#8217;obiettivo. Sono scelte indiscutibili e la storia ha dimostrato quanto fossero valide.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E fu cos\u00ec che progressivamente lasciammo, senza esserne ancora consapevoli, le sonorit\u00e0 di Rocking Horse, Cavalieri del Re, Vince Tempera e tanti artisti che rendevano multiforme e articolato il commento sonoro agli anime per abituarci e assuefarci come ad un bel tramonto ipnotico al timbro pulito e rassicurante di una nuova voce simbolo: quelli della Goldrake generation stavano crescendo e Cristina li accompagnava verso l&#8217;adolescenza col suo sorriso smagliante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Gli autori e i musicisti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sigla di Mila e Shiro \u00e8 composta e arrangiata da <strong>Carmelo &#8220;Ninni&#8221; Carucc<\/strong>i, un musicista italiano che da met\u00e0 degli anni &#8217;80 diverr\u00e0 un altro riferimento alla Five Record. Lo vedremo infatti accreditato come autore in tantissime sigle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sottolineare ancora l&#8217;attenzione per la qualit\u00e0 artistica delle sigle si fa notare, per chi non lo sapesse, che Ninni Carucci non era certo l&#8217;ultimo arrivato ma, dapprima attivo musicalmente in vari gruppi (tra cui &#8220;I Gatti Rossi&#8221; che accompagnavano Gino Paoli), ha scritto per artisti del calibro di Mina, Ornella Vanoni, Mia Martina e Patty Pravo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 1985 l&#8217;attivit\u00e0 con le sigle \u00e8 decisamente intensa e ne produce moltissime rimaste nel cuore di tutti noi, prima fra tutte cronologicamente &#8220;Occhi di gatto&#8221;, anime derivato dall&#8217;omonimo manga di quel mito assoluto che \u00e8 Tsukasa H\u014dj\u014d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Alessandra Valeri Manera<\/strong>, dal 1980 al 2001, fu responsabile della fascia dedicata ai ragazzi della Fininvest. Racconta come quello fu il lavoro &#8220;nascosto&#8221; che avrebbe sempre voluto fare. Nascosto perch\u00e9 non esisteva un ruolo del genere e fu una fortuna che ringrazier\u00e0 sempre di aver avuto. All&#8217;epoca aveva solo 23 anni ma la neonata Fininvest stava puntando su responsabili di settore e dipendenti tutti molto giovani perch\u00e9 il concetto di fondo era quello di non dover essere influenzati da mentalit\u00e0 ormai passata &#8220;da TV di stato&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1981 la Fininvest acquist\u00f2 i diritti della serie nipponica &#8220;Bambino Pinocchio&#8221; e lei si gett\u00f2 alla ricerca di una voce insieme al Maestro Giordano Bruno Martelli. L&#8217;idea fu di cercare quella voce presso il Piccolo Coro dell&#8217;Antoniano di Bologna poich\u00e9 Mariele Ventre che gi\u00e0 lo dirigeva insegnava ai bambini con amore ed in maniera semplice e naturale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alessandra cercava una voce femminile (e magari anche una maschile per il futuro) da fidelizzare. Voleva un punto di riferimento, qualcuno di solido a cui affidare un compito importante da portare avanti nel tempo. Il processo di fidelizzazione dell&#8217;artista andava di pari passo con quello della clientela, ovvero i bambini. Lo scopo era quello di creare un personaggio riconoscibile. Il bambino non doveva pi\u00f9, o almeno non solo, voler ascoltare la canzone di quel cartone animato ma avrebbe dovuto voler ascoltare la voce di Cristina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Canzone dei Puffi fu invece il brano con cui Alessandra Valeri Manera cominci\u00f2 a <strong>scrivere anche i testi<\/strong> ed ebbe un bel successo discografico, complice anche la sigla molto orecchiabile, sebbene vagliata ogni volta per l&#8217;ok definitivo dalla produzione belga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Valeri Manera fu anche l&#8217;ideatrice di <strong>Fivelandia<\/strong>, la pi\u00f9 longeva raccolta di sigle TV dedicata ai bambini e legata al periodo natalizio per quanto riguarda la promozione. Ne furono pubblicati annualmente ben 22 volumi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bisogna ringraziare <strong>Alinvest<\/strong> (pseudonimo usato da Alessandra Valeri Manera) se le scelte su quali cartoni animati trasmettere si orientarono verso il mercato giapponese. Criticava infatti il <strong>buonismo<\/strong> delle serie statunitensi, pervase dalla quasi totale assenza di antagonisti veri e propri. In questo modo, dice lei, le trame risultavano povere e scarsamente coinvolgenti, cosa che non \u00e8 mai avvenuta negli anime. E mi trova perfettamente d&#8217;accordo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguardo alla collaborazione con il Maestro Carucci, Valeri Manera racconta come sia stato un Maestro esemplare e importante e di come abbia caratterizzato il mondo delle sigle dall&#8217;85 in poi, nel suo stile &#8220;ABBA&#8221;, come lo definiva lei. Carucci rappresenta uno di quei grandi autori che non si \u00e8 mai sentito sminuito nel dover scrivere per bambini e anzi, probabilmente ha fatto di questo uno dei suoi punti di forza. Comprendeva chiaramente come altri che le canzoni per i bambini dovevano avere <strong>lo stesso rispetto<\/strong> di quelle &#8220;per i grandi&#8221;. Lezioni di vita, quelle di Carucci, prima che di musica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso occorre riconoscere ad Alessandra come i suoi testi, se abbiamo la bont\u00e0 di ascoltarli con attenzione, non sono mai stati banali e, come dice lei stessa, hanno sempre cercato di essere il <strong>veicolo di un messaggio profondo<\/strong>. Profondo non vuol dire necessariamente complesso, anzi, \u00e8 la semplicit\u00e0 di alcuni concetti ben trasmessi che porta a segno l&#8217;obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cristina D&#8217;Avena<\/strong> dunque. Penso che su di lei sia stato gi\u00e0 detto tutto e che tutti sappiano pi\u00f9 o meno tutto! Sappiamo che \u00e8 in piena attivit\u00e0 (l&#8217;ultima volta l&#8217;ho ascoltata a Romics a ottobre scorso) e che per ora, non dir\u00f2 su di lei una parola di pi\u00f9! Stupiti? Vi pare che non avr\u00f2 occasione? Di linee di basso da trascrivere ce ne sono a fiumi!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cristina-d-avena-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1566\" style=\"width:574px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cristina-d-avena-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cristina-d-avena-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cristina-d-avena-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cristina-d-avena.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A parte Cristina, chi erano i musicisti che hanno suonato il pezzo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel periodo, nel periodo 1985-1988, la formazione che accompagnava le sigle era pi\u00f9 o meno la stessa:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle <strong>tastiere<\/strong> lo stesso Ninni Comolli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla <strong>batteria<\/strong> <strong>Flaviano Cuffari<\/strong>: racconta lui stesso di aver iniziato ad interessarsi alla musica perch\u00e9 ospit\u00f2 nella sua cantina, un gruppo di &#8220;capelloni&#8221; rimasti senza sala prove. Da l\u00ec prende contatti con quello che era considerato uno dei batteristi pi\u00f9 forti del panorama italiano, Gilberto &#8220;Gil&#8221; Cuppini ma egli insegnava solo swing un genere musicale che non lo interessava. Lasci\u00f2 le lezioni e si iscrisse alla Scuola Civica di Musica di Milano dove ebbe una prima formazione studiando percussioni classiche, vibrafono e strumenti complementari tra cui il pianoforte. Era innamorato del solfeggio e della teoria e cita il Pozzoli come sua assidua lettura dell&#8217;epoca! Ha studiato, per sua cultura personale, anche tanta armonia e contrappunto con il celebre Maestro Federico Mompellio, importante musicologo che gli dava lezioni la domenica mattina. Questo fece di lui un artista veramente completo e preparato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"480\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cuffari.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1564\" style=\"width:434px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cuffari.jpeg 640w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cuffari-300x225.jpeg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sua attivit\u00e0 in studio inizi\u00f2 quasi per caso, poich\u00e9 alcuni amici con cui suonava gli proposero di andare in sala di incisione con Detto Mariano che in quel periodo lavorava con Celentano e cercava un nuovo batterista. Lui aveva solo 18 anni, non aveva mai visto uno studio di registrazione e non sapeva neanche se sarebbe stato in grado ma and\u00f2 ugualmente. Cap\u00ec di essere in grado quando lo richiamarono dopo la prima volta! Inizi\u00f2 quindi a incidere basi lavorando su turni (3 ore la mattina e 3 ore il pomeriggio) come era in uso all&#8217;epoca. Del resto la turnistica era regolamentata all&#8217;epoca da un vero e proprio contratto nazionale che disciplinava la retribuzione oraria, la durata dei turni e le paghe straordinarie. Proprio come adesso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da quel momento la sua attivit\u00e0 artistica e professionale decoll\u00f2 e la lista degli artisti con cui ha collaborato, dal vivo e in studio, non ha limiti divenendo uno dei batteresti pi\u00f9 importanti in Italia in quegli anni: Alberto Camerini, Ricky Belloni,&nbsp;Marco Ferradini, Patty Pravo, Lucio Dalla,&nbsp;Renato Zero, Alice, Enzo Jannacci,&nbsp;Milva, Franco Battiato, Giuni Russo,&nbsp;Adriano Pappalardo,&nbsp;Ron, Claudio Baglioni, Loredana Bert\u00e8, Gloria Gaynor, Donna Summer, Mina,&nbsp;Adriano Celentano, Francesco Guccini, Alberto Radius,&nbsp;Gianni Morandi, Gianni Bella,&nbsp;Gianna Nannini, Pupo,&nbsp;Mia Martini, <em>Licia e i Bee Hive<\/em>, Bruno Lauzi,&nbsp;Mango,&nbsp;Rond\u00f2 Veneziano, Dario Baldan Bembo, Gigi D\u2019Alessio e molti altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha inoltre lavorato in molte trasmissioni televisive, nel 1977 \u00e8 nella Big Band della RAI di Milano e a Mediaset collabora con Augusto Martelli fin dai primi anni \u201980, ha lavorato come compositore e arrangiatore e ha pubblicato il trattato in 2 volumi per batteria e basso &#8220;25 Grooves 25&#8221;,&nbsp;edito da Carisch.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla chitarra <strong>Giorgio Cocilovo<\/strong>: inizi\u00f2 a suonare l\u2019armonica a sei anni e pochi anni dopo ricevette la sua prima chitarra. Notato da&nbsp;Tullio De Piscopo, ha collaborato con lui per circa quattro anni durante i quali ha suonato jazz e fusion.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"378\" height=\"376\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cocilovo.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1565\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cocilovo.jpeg 378w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cocilovo-300x298.jpeg 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/cocilovo-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 378px) 100vw, 378px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inizi\u00f2 in seguito a lavorare presso gli studi di registrazione e decise di intraprendere gli studi musicali con il&nbsp;Maestro Filippo Dacc\u00f2. Complet\u00f2 la sua formazione dopo aver gi\u00e0 passato diverso tempo come professionista iscrivendosi come privatista al conservatorio e ottenendo il diploma di chitarra classica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le collaborazioni, nel corso degli anni, non si contano: Stefano Cerri, Tullio De Piscopo, Angelo Branduardi,&nbsp;Eros Ramazzotti, Mia Martini,&nbsp;Renato Zero, Fiorella Mannoia, Enzo Jannacci, Malika Ayane, Enzo Avitabile, Luca Barbarossa, Marcella Bella, Loredana Bert\u00e8, Massimo Bubola, Sergio Caputo, Ivan Cattaneo, Adriano Celentano, Toto Cutugno, Gigi D\u2019Alessio, Cristiano De Andr\u00e8, Peppino Di Capri, Johnny Dorelli, Drupi, Marco Ferradini, Eugenio Finardi, Irene Grandi, Ivan Graziani, Jovanotti, Bruno Lauzi, Fausto Leali, Augusto Martelli, Matia Bazar, Mietta, Mina, Gianni Morandi, Anna Oxa, Mauro Pagani, Gino Paoli, Omar Pedrini, Ricchi e Poveri, Enrico Ruggeri, James Senese, Alan Sorrenti, Ivana Spagna, Amii Stewart, Gianni Togni, Ornella Vanoni, Roberto Vecchioni e molti altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I <strong>cori<\/strong> sono de &#8220;<strong>I Piccoli Cantori di Milano<\/strong>&#8221; di <strong>Nini Comolli<\/strong> e <strong>Laura Marcora<\/strong> ma parleremo di questi protagonisti assoluti di tante sigle in un&#8217;altra occasione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il bassista<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Paolo Donnarumma<\/strong> \u00e8 stato un artista veramente importante e ha segnato, come i suoi colleghi sopra citati, alcuni momenti fondamentali della musica Italiana.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"400\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/donnarumma.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1563\" style=\"width:774px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/donnarumma.jpg 900w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/donnarumma-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/donnarumma-768x341.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciate a rendervi conto di quanta inconsapevole qualit\u00e0 si stava mettendo nelle &#8220;canzoni per bambini&#8221;? Inconsapevole ovviamente fino ad un certo punto: molti artisti erano gi\u00e0 di alto livello e avevano un&#8217;importante carriera alle spalle ma tanti musicisti turnisti erano molto giovani e mai avrebbero creduto che quello che allora era solo lavoro sarebbe diventato oggetto di un culto quasi maniacale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Paolo Donnarumma ha suonato le linee di basso di una enorme quantit\u00e0 di brani. Ha collaborato con tantissimi artisti e qui ne riporto qualcuno tra i pi\u00f9 importanti in un elenco non esaustivo: Alberto Camerini,&nbsp;Ivan Cattaneo,&nbsp;Bruno Lauzi,&nbsp;Drupi,&nbsp;Fiordaliso,&nbsp;Gianna Nannini,&nbsp;Riccardo Cocciante,&nbsp;Fabrizio De Andr\u00e9,&nbsp;Edoardo Bennato,&nbsp;Patty Pravo,&nbsp;Luca Barbarossa,&nbsp;Fabio Concato,&nbsp;Marco Ferradini,&nbsp;Ron, Mina e l&#8217;elenco potrebbe continuare molto. A tutti sar\u00e0 capitato di sentire pi\u00f9 volte brani con sue linee di basso, su questo non c&#8217;\u00e8 dubbio. Oltre al pop per\u00f2 molti saranno sorpresi nell&#8217;apprendere che le sue linee accompagnarono tanti brani scritti per Cristina D&#8217;Avena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Donnarumma stesso ha dichiarato che la sua <strong>tecnica col plettro<\/strong> deriva dalla precedente esperienza come chitarrista. Gi\u00e0 comodo nell&#8217;usare il plettro, ha semplicemente continuato ad usarlo anche con il basso. Il suono &#8220;Precision + plettro&#8221;, divenuto un suo standard, lo ritroviamo in brani come quello che stiamo per analizzare ma anche su altri che probabilmente analizzeremo in futuro. Ad oggi, Paolo Donnarumma suona ancora in alcune formazioni e si dedica all&#8217;insegnamento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Analisi del brano e della linea di basso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo&#8221; \u00e8 un brano di 77 misure piuttosto semplice (almeno in teoria!), scritto principalmente in <strong>F maggiore<\/strong> che ha le sue difficolt\u00e0 nell&#8217;interpretazione, soprattutto per quanto riguarda la durate delle pause e delle note. Il rispetto di questi valori \u00e8 la chiave a mio avviso per eseguirlo bene. Scegliete voi se essere maniaci del suono ed eseguirlo ricercando il <strong>timbro del Fender Precision col plettro<\/strong> come in originale oppure se utilizzare le dita (in realt\u00e0 il suo basso storico era un Fender Precision Special del 1972, con un pick-up single-coil aggiunto in modo da ottenere la configurazione <strong>PJ<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"555\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma-555x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1562\" style=\"width:406px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma-555x1024.png 555w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma-163x300.png 163w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma-768x1417.png 768w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma-833x1536.png 833w, https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Fender-PJ-Donnarumma.png 1048w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Il Precision modificato di Donnarumma<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>metronomo<\/strong> del brano \u00e8 fissato intorno ai 102 bpm. Per quanto riguarda alcuni dettagli dell&#8217;arrangiamento generale, il brano \u00e8 ricco di tastiere, in parte portate in levare per tutto la durata. E&#8217; presente una chitarra che suona delle frasi di accompagnamento caratteristiche e leggermente in secondo piano nel mix ma comunque sempre evidenti (con un sapore un po&#8217; country a mio avviso).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nell&#8217;intro<\/strong> il basso rimane scoperto da un arrangiamento ancora povero: qui siamo noi i protagonisti e dobbiamo portare il brano in maniera convincente! La frase principale che caratterizza il brano viene ripetuta ben 7 volte prima che inizi la parte cantata. Io, nel video allegato, la eseguo un po&#8217; meno legata rispetto all&#8217;originale ma nulla vi vieta di riprodurre esattamente l&#8217;originale. Attenzione a prolungare di 2\/4 l&#8217;ultima misura dell&#8217;intro. Ci sono due o tre diteggiature valide per eseguire questa frase, trovate voi quella pi\u00f9 comoda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una considerazione solo sul <strong>Do alto<\/strong> presente al termine delle battute dispari. Dovendo essere eseguito per comodit\u00e0 sul V tasto della I corda, si pu\u00f2 approcciare suonando il Re precedente sia sfruttando la II corda a vuoto, sia suonandolo sulla III corda al V tasto. A voi la scelta. Io preferisco suonarlo al V tasto poich\u00e9 successivamente il brano moduler\u00e0 e lo stesso pattern dovr\u00e0 essere eseguito senza poter sfruttare corde a vuoto: ergo, meglio abituarsi (e anche per una questione di somiglianza timbrica).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <strong>sezione A<\/strong> non presenta grossi ostacoli. Alla battuta 13 Donnarumma esegue staccate le note che ho segnato ma \u00e8 un fatto puramente interpretativo che si pu\u00f2 variare a piacimento. Quello che a mio avviso va rispettato il pi\u00f9 possibile \u00e8 invece il <strong>valore delle pause<\/strong>. Riempirle col suono snaturerebbe un po&#8217; il senso dell&#8217;andamento generale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il collegamento alla <strong>sezione B<\/strong>, alla battuta 22, avviene con note legate. La B \u00e8 piuttosto ripetitiva ma anche qui attenzione alla distribuzione delle pause e occhio alla misura 30 che \u00e8 di 2\/4.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La C riprende la frase dell&#8217;intro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano si ripete praticamente identico riprendendo la A, la B e di nuovo la C che per\u00f2 stavolta modula in <strong>A bemolle maggiore<\/strong> per un paio di misure. Si ripete dunque una B che nella seconda met\u00e0 modula in <strong>G bemolle maggiore<\/strong> concludendo di netto il brano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricapitoliamo la struttura che pu\u00f2 essere cos\u00ec schematizzata:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Intro-A-B-C-A-B-C<sub>1<\/sub>-B<sub>1<\/sub><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo quindi analizzato una linea di basso che fa dell&#8217;<strong>essenzialit\u00e0<\/strong> il suo maggior pregio. La distribuzione delle pause, la durata delle note, la cantabilit\u00e0 della linea dimostrano un presenza essenziale ma mai invadente. Poche note ben concepite, una lucida rappresentazione del ruolo fondamentale del basso. Una linea che respira sempre, cede spazio senza mai rubarne troppo e dove anche le pause cantano!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nota bene: se proverete a suonare la linea di basso tenendo come base il brano originale, noterete probabilmente una lievissima differenza di intonazione. Forse \u00e8 stata variata leggermente la velocit\u00e0 del brano in fase di post-produzione e pertanto dovrete cambiare l&#8217;accordatura dello strumento o il pitch della traccia audio originale in modo da essere perfettamente intonati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per oggi \u00e8 tutto. Spero di avervi coinvolto e che abbiate seguito l&#8217;articolo con interesse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla prossima Community!<\/p>\n\n\n\n<div data-wp-interactive=\"core\/file\" class=\"wp-block-file\"><object data-wp-bind--hidden=\"!state.hasPdfPreview\" hidden class=\"wp-block-file__embed\" data=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Mila-e-Shiro-due-cuori-nella-pallavolo-1.pdf\" type=\"application\/pdf\" style=\"width:100%;height:600px\" aria-label=\"Incorporamento di Mila-e-Shiro-due-cuori-nella-pallavolo-1.\"><\/object><a id=\"wp-block-file--media-b0d3c77c-9d17-4e1a-918a-557141006bb9\" href=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Mila-e-Shiro-due-cuori-nella-pallavolo-1.pdf\">Mila-e-Shiro-due-cuori-nella-pallavolo-1<\/a><a href=\"https:\/\/www.basscommunity.it\/bc\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/Mila-e-Shiro-due-cuori-nella-pallavolo-1.pdf\" class=\"wp-block-file__button wp-element-button\" download aria-describedby=\"wp-block-file--media-b0d3c77c-9d17-4e1a-918a-557141006bb9\">Download<\/a><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Mila e Shiro due cuori nella pallavolo - Paolo Donnarumma Bassline\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/3RyGvpR4e_o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo&#8221; \u00e8 una sigla del 1985 composta da Carmelo Carucci per l&#8217;anime omonimo. La linea di basso, suonata da Paolo Donnarumma, \u00e8 eseguita su un Fender Precision e presenta un pattern distintivo. Il brano \u00e8 strutturato in modo semplice con sezioni A, B e C, con una modulazione nella ripetizione. 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